Lead the Change

Febbraio 8, 20200
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Ho cambiato città e regione di nascita, stato civile, case, aziende, e nell’ultima nonostante ci sia rimasta per 22 anni, ho cambiato cappello, responsabilità, scrivania e squadre numerosissime volte.

Direi che mi nutro di cambiamento e ad un certo punto anche l’azienda ha iniziato a vederlo come un valore aggiunto. Ho avviato come Pioniera funzioni nuove, ho riorganizzato processi e squadre, cambiando veste alle persone. Per questo posso dire che più che “gestirlo” il cambiamento va “guidato”. Avendolo nel sangue io lo trasmettevo, la mia energia era cambiamento. Per guidare il cambiamento ci devi credere tu per primo, devi vedere in quel cambiamento una grande e reale opportunità.

Tutte le volte che mi è stata data l’opportunità di avviare una nuova funzione, pensavo che sarei stata io a scrivere la storia di quella funzione, a darne la direzione. Portare a bordo le persone era, ed è sempre stata, la sfida più grande.

Le persone fanno una resistenza importante, anche se un minuto prima avevano espresso il desiderio di cambiare, quando ti presenti con quello che avevano chiesto, oppongono lo stesso una forte resistenza. La mia ricetta magica è sempre stata l’EMPATIA, l’ASCOLTO ATTIVO. Avendo cambiato più e più volte, sapevo che il nostro cervello oppone resistenza, quindi non combattevo la loro, ma mi mettevo al loro fianco e piano piano li portavo dal guardare indietro al guardare avanti, facendo si che cogliessero tutte le opportunità che il cambiamento avrebbe permesso di cogliere e alla fine smettevano di guardarsi indietro. Il cambiamento va supportato con formazione, dialogo, condivisione, scambio, leadership ma tanta determinazione. 

Se tu per primo non ci credi e non vedi già oltre quel cambiamento, sarà difficile che lo facciano gli altri.


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